Sextortion, in Liguria 21 casi e 7 arresti: a Genova il truck “Una Vita da Social” porta in piazza De Ferrari la lezione sul web

La tappa genovese della campagna della polizia postale si è svolta il 4 marzo in piazza De Ferrari con circa 250 studenti di tre scuole. In Liguria, secondo i dati della polizia postale, sono stati registrati 21 casi di sextortion e oltre 30 episodi di diffusione non consensuale di immagini intime; indagate oltre 30 persone per pedopornografia e adescamento online, eseguiti 33 perquisizioni e 7 arresti, con più di 3.000 siti analizzati. Nel percorso regionale coinvolte 196 scuole, oltre 1.400 studenti, 1.100 insegnanti e 652 genitori


Il cuore di Genova, con piazza De Ferrari a fare da scenografia, si è trasformato per un giorno in un’aula a cielo aperto dedicata al mondo digitale, ma con un retroscena che racconta quanto il tema non sia astratto né “da manuale”. I numeri diffusi dagli investigatori della polizia postale in Liguria parlano infatti di 21 casi di sextortion, l’estorsione legata alla minaccia di pubblicare immagini o video intimi, con 18 episodi che hanno riguardato uomini maggiorenni e tre minori; a questi si aggiungono oltre 30 casi di diffusione non consensuale di contenuti intimi. Dati che fanno da cornice concreta alla tappa genovese di “Una Vita da Social”, la campagna itinerante di educazione alla legalità promossa dalla Polizia Postale e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ripartita per la tredicesima edizione dopo il successo degli anni scorsi e le numerose richieste arrivate dai territori sui temi dei social network e del cyberbullismo.

A catalizzare l’attenzione è stato il truck con le insegne della Polizia Postale, mezzo attrezzato con tecnologie pensate per parlare ai ragazzi con un linguaggio vicino al loro quotidiano. La giornata del 4 marzo è stata inaugurata dal dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, Alessandro Carmeli, alla presenza del vicario del questore Patrizia Bonalumi, della professoressa Alessandra Nasini in rappresentanza del direttore scolastico regionale Alessandro Clavarino, del referente regionale per il cyberbullismo Claudio Bagnasco e dell’avvocata Cristina Crugnola, componente del comitato tecnico scientifico dell’associazione FARE X BENE ed esperta di reati informatici.
A bordo del truck sono saliti circa 250 studenti di tre istituti scolastici genovesi, coinvolti in momenti di confronto con operatori della polizia di Stato specializzati: indicazioni pratiche, esempi di rischio, strategie per difendere l’identità digitale e riconoscere le trappole che possono scattare dietro un profilo “normale”, un messaggio in privato o una richiesta apparentemente innocua. È lo stesso terreno su cui, spiegano gli investigatori, si innesta la sextortion: l’estorsione si alimenta di vergogna e paura, e proprio per questo il consiglio ricorrente è non restare soli, parlarne subito con un adulto e contattare le forze dell’ordine.
La dimensione dell’attività investigativa, in Liguria, è descritta come ampia anche sul fronte dei reati più gravi contro i minori: il Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Genova ha indagato oltre 30 persone per pedopornografia e adescamento online, ha eseguito 33 perquisizioni e ha arrestato sette persone, con oltre 3.000 siti web analizzati. Parallelamente, la campagna mantiene la sua vocazione educativa e di prevenzione: sul territorio ligure sarebbero state coinvolte 196 scuole, con più di 1.400 studenti incontrati, insieme a 1.100 insegnanti e 652 genitori, a conferma di un lavoro che, per essere efficace, deve parlare a tutta la comunità educativa e non solo ai ragazzi.
Accanto al tema del web, piazza De Ferrari ha ospitato anche un focus sulla sicurezza stradale: la Polizia Stradale ha allestito un gazebo informativo con un percorso didattico e una maschera che simula gli effetti dell’alcol, permettendo di sperimentare in sicurezza quanto cambino equilibrio, movimenti e tempi di reazione. A completare la manifestazione hanno partecipato anche le unità cinofile della polizia di Stato, mentre nel pomeriggio è arrivata la visita a sorpresa di Enzo Paci (nella foto), attore e comico genovese noto per il ruolo del commissario Mauro Bacigalupo nella serie “Blanca”, che ha salutato gli studenti chiudendo la tappa con un momento di leggerezza.
Dentro la cornice dell’evento, però, resta il punto più concreto: i reati digitali non sono un mondo lontano, e le statistiche diffuse in Liguria lo dimostrano. Per questo la campagna insiste su un messaggio essenziale, che vale soprattutto quando la pressione e le minacce sembrano chiudere ogni via d’uscita: chiedere aiuto subito, non assecondare i ricatti e non lasciare che la paura diventi silenzio.
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